Marshall McLuhan insegna..
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".. dato che gli altri posti erano gia occupati, ci siamo messi dalla parte del torto.."
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E parliamo di Cossiga Francesco, presidente della Repubblica emerito. Lui non è interessante: lui STUPISCE, al di là dell'immaginazione ( o del corretto). Ha questo hobby strano, stupire e CONFONDERE. Perchè poi, tutto sommato, Cossiga Francesco, l'emerito, è uno che intorpidisce le acque. Ma.. tant'è. Veniamo alle sue ultime:

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Questa è una pianta strana, grassa. Avevo notato che stava per gemmare un fiore ma, da giorni, non osservavo il suo esordio. Una sera, al buio, scoprii l'arcano. Di giorno il fiore è chiuso, ma dal tramonto in poi, il suo aspetto è questo. Strano fenomeno. Considerate sempre che le piante grasse non fanno fiori con facilità. Quando ne osservate uno ringraziate la pianta: è un regalo che vi sta facendo. (La foto è fuori fuoco, ma era quasi buio, forse è mossa).
Questa (lo dico immodestamente) è la foto perfetta di una pianta perfetta, in buona salute, nel pieno del suo sviluppo. Senza commenti.
La chiamo "palmetta", ma il suo nome è sicuramente un altro, forse "Kenzia". Questa pianta, ormai ampia, voluminosa, ha resistito a gelate, siccità, periodi di modesta incuria per poi risorgere sempre. E infatti, anche questa volta, come si vede, ha pronta una nuova serie di rami . (Le foglie che si vedono accanto sono quelli di una bouganvillea, anch'essa in fase di recupero strepitoso..).
E questo uno degli angoli "piante grasse" del "giardino". Piante umili, povere, poco appariscenti ma belle, basta poco, chiedono poco, non vogliono essere rotte le scatole con travasi complessi ne con terreni sofisticati. Ma le soddisfazioni, un fiore, una nuova foglia, un bell'aspetto rigoglioso, te le regalano.
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E ancora, ovvio, si riparla della figura discussa di Papa Pacelli, Pio XII e del suo papato. A me questo papa non è mai piaciuto, lo dico subito, tanto per sgomberare il campo, sia da un punto di vista storico sia dal punto di vista umano. Potrei definirlo come .. il Papa sbagliato al momento sbagliato. Il suo alto compito si svolse proprio a cavallo della II guerra guerra mondiale con tutte le nefandezze che ha prodotto, aggravata dal razzismo antiebraico di cui fu pervasa, anche qui in in Italia. Ed è proprio in questo ambito che la figura di Pacelli ha suscitato i maggiori dubbi. Infatti, da sempre, è stato tacciato di "silenzio", di immobilismo, di fronte a tutto quello che si andava producendo, in termini di deportazioni e stermini. E in effetti questo papa non fece nulla, non levò altissimo un grido di orrore di fronte a quello scempio, nulla. Anzi, quasi si defilò da quello che il suo ruolo gli imponeva di fare. Le sue apparizioni pubbliche diventarono dettate più da una forma di autoreferenzialismo mediatico fatto di gesti, movenze, coreografie, che davvero sembravano studiate a tavolino. Ora da gli archivi anglo-americani vengono fuori altre carte che davvero fanno diventare imbarazzante questo papato. si veda il link:
"L'ambasciatore è colpito dall'atteggiamento del Papa che gli dice di non avere elementi per lamentarsi del generale Von Stahel, comandante della piazza militare di Roma, e degli uomini della polizia tedesca "che finora hanno rispettato la neutralità" della Santa Sede.".. e molto altro ancora. Vi consiglio davvero di leggere il link e ne rimarrete stupiti anche voi. E pensare che per questo papa è in corso il processo di beatificazione ( anche se voci dal Vaticano fanno sapere che è proprio la questione ebraica e i rancori che ancora gli ebrei nutrono questa questa figura che sta facendo rallentare l'iter. Motivi diplomatici, una specie di Ragion di Stato.) Ma l'imbarazzo si avverte palpabile oltre Tevere.Etichette: deportazioni, nazismo, Pacelli, Pio XII, razzismo, Roma città aperta, Vaticano
Il rabbino capo di Haifa, Tesuv Cohen , non ha usato certo mezze parole o eufemismi per dire a Papa Ratzinger ciò che pensava di Papa Pio XII, papa Pacelli. L'occasione è stato il sinodo mondiale dei Vescovi, qualche giorno fa. A fronte della prospettiva di beatificare il Papa "mediatico" Pacelli, Cohen ha detto chiaro e tondo:
Ammettiamolo: Frati è un vincente. Per i tempi che corrono lui è l'incarnazione assoluta del vincente. Sublima in se tutte le "virtù" del perfetto arrivista che sgomitando sgomitando è arrivato al massimo (se escludiamo la carica di Premier o Presidente della Repubblica).Nel 1990 raccoglie i frutti della sua semina e viene eletto per la prima volta preside della facoltà di Medicina. Da quella postazione preme sulla conferenza dei presidi di tutta Italia per modificare la tabella degli insegnamenti in modo da spezzettare le materie e così moltiplicare le cattedre. In particolare aumentano i ricercatori e i patologi come Frati che, a sentire l'ex direttore generale del Policlinico Tommaso Longhi, non brilla certo per l'attenzione ai pazienti. Secondo Longhi, spesso Frati non firmava le schede di dimissioni dei malati e non si curava delle diagnosi dell'unità operativa di Oncologia nella quale è direttore.
E il Corrierre della Sera:
Baronfrati, così lo chiamano i suoi (numerosi) avversari. Soprannome guadagnato soprattutto con il record di tre membri della sua famiglia, moglie e due figli, titolari di cattedra nella «sua» facoltà. L' episodio, notissimo alle cronache, era stato ricordato anche ieri dall' editorialista Tito Boeri su Repubblica e già nei giorni precedenti da Gian Antonio Stella sul Corriere. «Le cifre cantano e parlano da sole», la secca replica di Frati, che non ha apprezzato il trattamento di quella stampa («Negli ultimi giorni non ho gradito alcuni articoli su grandi quotidiani», ha detto) che negli anni del suo «regno» si è più volte occupata dei casi di Luciana Angeletti in Frati, ex docente di lettere oggi ordinario di Storia della Medicina, e dei figli del neomagnifico, Giacomo - classe 1974 e già associato, ora in distacco a Latina - e Paola, 40 anni, laurea in Giurisprudenza, ordinario a Medicina (e con tanto di festa di matrimonio nell' Aula dell' istituto immortalata nel 2004 anche dalle telecamere della trasmissione «Le Iene»).
Già il quadro si delinea, anzi è chiaro. Ma non è l'unico, date un'occhiata a questo link..:
http://morbin.altervista.org/testi/repubblica_uni_affaredifamiglia.htm
di cose ce ne sono..
Si vede l'originalità del genio:"Sarò il Rettore di tutti e grazie per la fiducia" (fonte AGI_ 3 ottobre 2008)...... che parole sentite..! Siamo commossi
Ieri, 11:24 • Venafro • Università
Luigi Frati eletto nuovo rettore della Sapienza Grande soddisfazione di tutto il Neuromed per il Direttore Scientifico
Il Prof. Luigi Frati, direttore scientifico del Neuromed e preside della facoltà di Medicina dell'Università La Sapienza di Roma, è divenuto il nuovo Rettore dell'ateneo più grande d'Europa ( circa 145mila studenti).
Cazzo, anche loro, oltre a Marrazzo e Alemanno!!
Ma basta, sennò il Plasil è d'obbligo. Bella storia, belle cose, bel futuro.
A Luì.. mica mi quereli, ho citato articoli di altri e poi... tra colleghi non si fa, è cattiva educazione..! Ciaoo
Come lo vogliamo chiamare: il CINESE, lo SCERIFFO o quello dei DUE MILIONI in piazza oppure solo il futuro ex- sindaco di Bologna? Decidetelo voi. Quello che conta è che oggi, tornando sui suoi passi, ha annunciato che, spinto da ".. motivi di famiglia.." ritira la sua annunciata candidatura a sindaco per la prossima tornata elettorale del 2009 e va ad occuparsi del neo-nato Edoardo, mi sembra si chiami così, suo figlio. Vabbè..! Troppo facile, troppo semplice. E fare conto su motivi di famiglia per tirarsi via dalla tenzone elettorale mi pare una cretinata, sembra una scusa da ragazzi quando sono impreparati per andare a scuola.Ma lui non è un ragazzo.. Lui, il CINESE, ex leader forte della CGIL, il futuro leader ( lo fu, per un certo periodo) della sinistra italiana, si ritira. Come quello, il Professore, che ad un certo punto decise di voler fare il nonno e smise di giocare e si portò via il pallone. Cazzo, voi siete uomini politici e avete dei DOVERI verso chi ha investito, anche solo intellettualmente sulla vostra figura. E a sinistra ormai, tra ex leader che piangono a dirotto e quelli che si ritirano.. siamo alla farsa..! Di democristiani che piangessero, ne ricordo uno solo, Ciriaco De Mita, ma gli altri, quando ci si è riusciti, si è dovuto scollarli col martello pneumatico, dalle poltrone. Da lui, uomo forte, decisionista fin alla nausea, non me l'aspettavo. Non che mi fosse molto simpatico, ma a questo punto punto vincerà sicuramente il Macellaio ( lo fa per lavoro, non è un insulto..) Guazzaloca. Ma forse, il Nostro, questo lo temeva già.. quien sabe..,non è un ragazzo.. Un suggerimento, Sergio, ricordati, nel tuo nuovo "lavoro", che quando i bambini strillano, forse sono le gengive oppure è aria nell'intestino. Consigli utili, ti serviranno, mentre, cambiando pannolini,nelle tue notti insonni guarderai la TV, la nota politica, oppure i notturni di Bruno Vespa.. Etichette: barracano bologna, CGIL, cofferati, guazzaloca, sindaco

Peperoncini, per gli amanti del genere..
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ma, finchè è sveglio, è di compagnia..
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nella piazza, la loro seppur piccola presenza, si avvertiva, molto..
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Si, non è che alla fine, pensandoci bene l'Italia si scopre un paese razzista?. Questo strano pensiero, che fino a qualche anno fa non mi avrebbe mai sfiorato, mi comincia a venire sempre più spesso in mente dopo alcune cose successe. Episodi che vanno dal dramma assoluto, come la mattanza campana, passando per il nero bastonato a morte per un pacchetto di biscotti ( alle grida di " sporco negro"), fino ad arrivare all'ultimo caso di Parma: un ragazzo ghanese picchiato in modo duro da, guarda un po', VIGILI URBANI.. , vigili urbani.. senza competenza e senza professionalità adeguate. E non voglio parlare di chi è al governo, in questo momento o di chi siede al Parlamento Europeo ( Borghezio Mario, ad esempio..)Decine di anni di memoria andati a male. Generazioni di migranti italiani che, tornando dall'estero, raccontavano del "razzismo" ( neanche la conoscevano , magari, questa parola..) incontrato nei paesi in cui si erano recati per cercare lavoro e un riscatto sociale. Tutto buttato alle ortiche, per motivi stupidi, a volte biechi. Picchiati e maltrattati ( quando proprio non uccisi) da piccoli ignoranti pericolosi nazi-fascisti ( ancora loro.. anzi, ahimè, ancor di più loro..). Umiliati da persone "normali", che vedono la loro "sicurezza" minacciata dal diverso (magari "quel" diverso che di giorno lavorando nella "fabbrichetta" del suo "killer" lo rende inutilmente ricco al punto da potersi permettere una inutile vacanza alle Seychelles, o a Sharm o alle Maldive), ma che poi lo sfrutta, lo maltratta, lo sottopaga, lo schiavizza. LO UCCIDE!. Anche solo moralmente.E' questa la nuova Italia? E Parma è davvero questa? ( è il secondo caso di profondo razzismo che coinvolge questa città della "Civile Emilia" , la civile Emilia, Bologna, il capoluogo, che continua a vivere di una rendita storica millenaria (per il primato della sua Università, Alma Mater) e decennale, per la bella Bologna cantata da Lolli e da altri illustri suoi figli che oggi, ne sono sicuro, ne fuggirebbero, un po' schifati. Non mi piace uno stato razzista. Ho combattuto contro l'apartheid, mi sono commosso all'arrivo della "Vlora" sulle coste pugliesi e ora? Mi trovo il mio vicino di casa, di autobus, di traffico, di fila, che è un razzista rabbioso verso chiunque che non sia lui stesso. La memoria storica dovrebbe darci una mano, accidenti. E la crescita che abbiamo raggiunto, con sacrifici, dovrebbe aiutarci, anche solo nella nostra condotta di vita e nel comportamento verso coloro i quali non hanno altro che la loro vita, la loro pelle, anche se nera, da perdere. Vengono da guerre, da fame, dalla bruttura che neanche riusciamo ad immaginare e noi, i civili, i ricchi, gli evoluti, gli emancipati cosa sappiamo fare: bastonarli, umiliarli, schiavizzarli (ancora una volta!) . UCCIDERLI. Non è così che dovrebbe andare, non è così che deve andare. Sennò.. benvenuta barbarie.. e riprendiamo le clave per difendere il nostro orticello. Ma ne varrà la pena, ucciderli, in nome delle nostre piccole certezze? Credo di no, anzi, ne sono sicuro. Uccidiamo, in questo modo, il loro futuro. Ed il nostro.Etichette: Castel Volturno, Parma, razzismo