Punti di (s)vista

lunedì 20 ottobre 2008

Il Papa a Pompei: che visita inutile..

Non smette di mostrare il fianco alle critiche, il papato del tedesco Ratzinger. Sempre nuove occasioni perdute. E lui, che è uomo di pensiero, uno che mica le cose le fa a casaccio, stavolta le critiche se le merita tutte. Occasione: visita pastorale in Campania, a Pompei, al Santuario della BV del Rosario, uno dei luoghi in cui maggiormente si riversa la fede del popolo di quelle regione. Una regione difficile, proprio come la Sicilia.
Alt,un passo indietro di qualche anno, ma mica tanti ( ma con il tedesco sembrano secoli..): Wojtyla in Sicilia. Altra regione difficile, molto, la mafia comanda, li. Un flash, chi lo può dimenticare, lui, il papa polacco che lancia un anatema straordinario contro gli uomini della mafia..
" Co n ver ti te vi..!!! Arriverà anche per voi il giorno del giudizio divino!".
Un urlo, gigantesco, un indice puntato verso coloro che insanguinavano quelle terre. Lo sguardo di Karol reso socchiuso da una rabbia trattenuta ma espressa in quell'anatema, diretto a chi, chiuso in botole, covi, rifugi, si circonda di icone di santi.
Torniamo a ieri. Stessa situazione difficile, la Camapania in preda alla camorra, Saviano che ormai è un morto che cammina e sente i suoi giorni che passano e ringrazia di vedere il sole che sorge, il Papa in quella terra, mai come in questo periodo c'è bisogno di tutti, anche di lui, del tedesco, che dia una mano a tutti quei parroci di frontiera che affrontano quotidianamente quelle realtà. Una pacca sulla spalla, morale, verbale, e un urlo, anche lui.. contro i criminali. NIENTE!!!!!!!!!!! L'attenzione del tedesco, nella sua omelia è stata sulla importanza della fermezza della famiglia, sull'unità della coppia.. la solita solfa "ratzingeriana". La solita lezioncina da Santo Uffizio che della gente, delle sofferenze, dei drammi della criminalità.. non pare importare molto. Che differenza ..! Che smacco.. che delusione.. le omelie di questo tedesco non mi piacciono affatto.. questa poi era proprio inutile, superflua, inopportuna, ridondante. Che occasione perduta, Papa Ratzinger..

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lunedì 22 settembre 2008

20 Settembre: Evviva il Papa Re..

Forse lo avranno gridato di sicuro i fanatici fondamentalisti di Militia Christi che ogni anno, proprio il 20 settembre commemorano l'anniversario, per loro luttuoso, della fine del potere temporale del Papa, con la breccia di Porta Pia. E proprio il monumento ai bersaglieri, posto sulla via Nomentana a Roma, ogni anno diventa il loro patetico palcoscenico. Ma quest'anno si è sfiorato il grottesco. Correva il 138mo anniversario, ieri, della famosa "presa di Porta Pia", la "breccia" attraverso cui i bersaglieri entrarono in territorio vaticano, dopo una "breve ma sentita" resistenza da parte delle truppe papaline. L'evento di solito è piuttosto partecipato. Tutto sommato ha rappresentato una svolta nella storia della Repubblica Italiana, realizzando quello che il sogno di decine di moti risorgimentali, una strada cosparsa di centinaia di martiri. C'erano tutti: gli esponenti del Partito Radicale, da sempre in prima linea per affermare e confermare la laicità dello stato italiano, c'era, come dicevamo, i "miliziani" di Cristo e c'erano le autorità. E, come sempre, a rappresentare gli interpreti dell'evento, un plotone di Bersaglieri. Tra le autorità presenti, a rappresentare il Comune di Roma c'era il vice di Alemanno, Cutrufo, un DC di destra e un generale dei Granatieri, incaricato dal Comune di tenere un discorso per l'occasione. Immaginate la scena: il palco delle autorità, i miliziani da una parte, i radicali dall'altra e il plotone di Bersaglieri sull'attenti. Prende la parola il generale. Tra lo stupore di tutti, comincia a snocciolare, uno per uno, i nomi degli Zuavi papalini ( 19) morti per la difesa del Vaticano e ... sorpresa immensa, nessun cenno sui 49 bersaglieri morti durante l'assalto! I miliziani di Cristo che esultavano, i radicali che protestavano e ... i Bersaglieri, proprio loro, sempre sull'attenti, a subire quell'insulto solenne che il generale Antonio Torre ha buttato così, a freddo, sulle loro divise e sul loro ruolo storico. E il rappresentante del Sindaco a sorridere, senza alcun imbarazzo. Era dal 1872 che non succedeva una cosa del genere: i papalini divenuti martiri di truppe occupanti! Alla faccia della laicità della Repubblica Italiana. Certo, dopo si sono sbracciati in scuse e salamelecchi verso i militari, ma il danno era fatto e con l'aggravante della premeditazione. Il discorso, scritto in anticipo e non estemporaneo, prevedeva proprio tutto, compreso l'insulto. E così si è vergata un'altra pagina di quello che vorrebbe essere il disegno revisionista della destra italiana: dopo i giudizi di Alemanno Gianni sul fascismo, dopo le assoluzioni e la glorificazione di La Russa Ignazio verso i repubblichini di Salò, ecco ancora un episodio a dir poco vergognoso. Personalmente, i miei libri di storia li tengo ben stretti e le revisioni con "inversione a U" le lascio alle automobili.

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