Punti di (s)vista

sabato 27 settembre 2008

Wall Street è morta. Viva Wall Street

La tendenza ormai pare irrefrenabile: negli USA le banche e le società finanziarie stanno cadendo come mosche. Si susseguono ormai a ritmo continuo i crack fallimentari dei maggiori istituti quotati in borsa e ogni volta è un record. L'ultimo, ma solo in ordine di tempo, è la Washington Mutual (WaMu), un crash da 1,9 miliardi di dollari che fa seguito all'altrettanto "rumoroso" fallimento della Lehman Brothers. Di certo l'economia USA è in crisi, nel suo complesso, forse sull'ondata dei crash down dei mutui facili per gli immobili che giovanotti spregiudicati avevano concesso a piene mani senza badare tanto alla solvibilità del mutuo stesso. La crisi del colosso del capitalismo mondiale potrebbe di per se essere un fatto localizzato nel tempo e nello spazio ma oggi, in epoca di economia globalizzata, non è più così. Banche e istituti finanziari di mezzo mondo sono implicati nella vicenda ( e con loro, milioni di ignari risparmiatori) avendo investito a vario titolo in azioni e fondi di queste società. Una specie di effetto domino mondiale la cui fine è lontana e che, anzi, va assumendo sempre di più i caratteri del tracollo economico mondiale. I motivi potrebbero essere essere semplici e difficili da trovare. Semplici perchè, come molte cose che avvengono made in USA, la volatilità del sistema economico americano è nota: poche garanzie negli investimenti, la ricerca a tutti i costi del massimo profitto, un sistema di welfare che fa acqua da tutte le parti. Ma, nello stesso tempo, la difficoltà nel reperire una causa della debacle, è dovuta proprio al fatto che gli USA, sin da quando si sono sgonfiate le ex tigri asiatiche ( ma prima dell'avvento del boom economico cinese e indiano e della ripresa anche economico della Russia) gli Usa, dicevamo, erano diventati i padroni indiscussi del pianeta, anche dal punto di vista economico. La solidità era data proprio da questo fattore: il monopolio del potere mondiale. Ma hanno voluto strafare e con un grossolano errore di valutazione, gli analisti finanziari yankee non hanno tenuto conto della capacità di reggere nel medio-lungo periodo quel ruolo di predominio. E ora tutto il mondo trema, tutti, meno forse le forti economie dei nuovi astri nascenti : Cina ed India e, in misura minore ( ma con la coscienza della forza che è loro data dai beni di approvvigionamento energetico) anche la Russia, che vede quasi una seconda rinascita. L'Europa ancora regge, forse proprio grazie a quel sistema di welfare e di controli più ferrei che contraddistinguono le economie delle varie entità del vecchio continente ( elementi questi che erano considerati un freno ad una ripartenza economica ma che, vediamo oggi, la stanno salvando dallo Tsunami USA). Il tramonto è certo, ritengo, sull'economia USA. Non credo che i 700 miliardi di dollari che l'amministrazione Bush vuol mettere sul campo per riparare gli errori di almeno 30 anni di spregiudicato capitalismo ( tra l'altro questa boccata di ossigeno sarà pagata dai contribuenti comuni che vedono di cattivo occhio questa misura, al punto che gli stessi repubblicani al Congresso hanno rispedito al mittente la proposta). La patata bollente passa nelle mani del prossimo inquilino della Casa Bianca, Obama o McCaine che sia. Ma il Sunset Boulevard ormai è imboccato. Con una nota a margine, ma solo per curisità malefica mi viene in mente quel signore tedesco molto barbuto, tedesco, che alla fine del secolo scorso predisse, con la sua teoria dei cicli economici la fine stessa, per autoimplosione, del Capitalismo. Si chiamava Karl Marx, ma sarebbe un'altra storia..

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lunedì 18 agosto 2008

Tra una foto e l'altra, una considerazione:

Certo ero in vacanza ma non il mio cervello. E allora le notizie le ascoltavo. E così mi sono svegliato una mattina e mi sono trovato con il brivido della Guerra Fredda Usa- Russia incombente. La Russia aveva attaccato la Georgia, repubblica del Caucaso, frammento della disgregazione della ex. USSR. Cosa è successo: la guerra, di nuovo, un'altra. Ma chi si è meravigliato, stavolta, non era al corrente di ciò che andava maturando da tempo. La Georgia del Caucaso si trova in una posizione strategica in quanto è attraversata da un paio di PIPELINES che portano petrolio e gas dal mar Nero fino alla Turchia, sul Mediterraneo. Queste linee petrolifere sono tra le poche che non sono sotto il controllo della Russia di Putin che, ultimamente, sta assumento di nuovo un ruolo da seconda superpotenza mondiale proprio in forza delle sue materie prime che "nutrono" l'intero occidente europeo". L'egemonia, nel 21 secolo si afferma così, con il controllo dei mezzi di approviggionamento energetico. Bene. In Georgia esistono, come in tutto il Caucaso, centinaia di etnie e di istanze autonomistiche latenti. Tra queste, l'Ossezia ( Nord e Sud) e l'Abkhazia, delle vere e proprie "enclave" incastonate in Georgia. Hanno sempre avuto pretese autonomistiche e scissioniste. La Georgia ha sempre usato il pugno di ferro per "reprimere" queste spinte, ricorrendo anche all'uso dell'esercito. Esattamente come ha fatto un paio di settimane fa. Si è parlato anche di pulizia etnica. Queste due realtà locali hanno sempre "orbitato" intorno alla "madre Russia" mentre la Georgia, dal momento della sua indipendenza, ha attuato una politica assolutamente filo-USA, al punto da esserne armata fino ai denti e avendo ( la notizia è di oggi, pubblicata da un notissimo quotidiano israeliano) l'assistenza in loco, di decine di consiglieri militari di Tel Aviv ( istruttori militari&armi). Morale della favola: Sakashvili, il presidente georgiano, ha invaso l'Abkhazia, Mosca si è incazzata e ha bombardato e invaso Tblisi e tutta la Georgia. E tutti di sono incazzati contro Putin. Motivo? Ingerenza negli affari di uno stato sovrano, attentato alla integrità della Georgia. E qui io mi chiedo: E IL KOSOVO???? Un passo indietro: durante la guerra dei Balcani, il Kosovo, regione a maggioranza albanese ( ma malvisti dagli stessi albanesi) fu foraggiato di armi ed uniformi perfette dall'amministrazione USA e, quando, con atto unilaterale qualche mese fa dichiarò la propria indipendenza dalla Serbia, tutto l'Occidente si stracciò le vesti per riconoscere la neo-republica. Non era "ingerenza" anche quella? Non era attentato all'integrità di uno stato sovrano anche quello? La logica dei due pesi e due misure ha avuto la sua apoteosi: le "enclave" caucasiche non possono rivendicare la loro autonomia, il Kosovo si, con il plauso di tutti i "ben pensanti" dell'Occidente. Non ci sto. L'uso delle armi è sempre cosa deprecabile e da evitare in tutti modi, ma deve essere così sempre e per tutti. Non è corretto armare in modo inverosimile un paese sapendo poi l'uso che che questo ne farà, non è mai corretto. L'ingerenza, è stata quella dell'amministrazione USA che ha creato uno stato mini-superpotenza nel Caucaso, che di per se è già una polveriera.

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sabato 21 giugno 2008

Una discreta buona notizia..




Ci eravamo già occupati di Vicenza e della sua "servitù militare" rispetto alla imponente base militare USA che si trova sul suo territorio, la base EDERLE. E ci eravamo anche occupati della richiesta che gli stessi USA avevano avanzato ( trovando peraltro il governo italiano subito prono nella'accettare..) sull'ampiamento della base denominata Dal Molin. Per chi non l'avesse a mente, consiglio di riguardare un mio post precedente, di qualche mese fa, basta digitare DAL MOLIN sulla casella "cerca nel blog". Ebbene, la buona notizia è che il TAR del Veneto ha bocciato l'allargamento della già scandalosamente grande base militare esistente. Si, BOCCIATO un accordo che già due governi ( di "colore" diverso..) avevano approvato, in nome di un vergognoso servilismo verso l'imperatore Bush e la sua amministrazione. Le motivazioni: l'impatto ambientale sarebbe devastante, da molti punti di vista e poi, la mancata consultazione popolare prevista in base agli accordi. Non dimentichiamoci che Vicenza, alle ultime consultazioni elettorali, ha avuto una bella viratae la sua giunta è ora un saldo centro-sinistra. Una bella notizia, una bella vittoria che, certo, forse almeno per il momento, fa giustizia ad un movimento popolare che con tenacia aveva creduto al sogno, cioè che Davide, contro Golia ce la può fare. Unica nota stonata, ma guarda un po', il neo ministro della difesa, IGNAZIO LA RUSSA. Ha detto che il suo ministero farà ricorso al Consiglio di Stato avverso questa sentenza. Ma perchè?? IGNAZIO.. perchè ci tieni tanto a trasformare ( ancora di più..) la città del Palladio in una base di partenza e arrivo di quelli aerei che, come ormai appare chiaro, parteciperanno all'attacco contro l'Iran.. IGNAZIO, cosa diavolo speri, che ti intestino il nuovo aeroporto? Tu che sei tanto ITALIANO.. il più italiano tra gli italiani, abbi uno scatto di orgoglio e manda a quel paese l'arroganza colonialista ed imperialista di chi vuol vedere l'Italia solo come una stupenda PORTAEREI NATURALE nel Mediterraneo. Per ora, intaschiamo la buona notizia e un po' ne siamo orgogliosi.

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giovedì 5 giugno 2008

Vertice FAO, Roma

Più di 190 paesi presenti, almeno 40 capi di stato, la città che ha retto il colpo ( ma Roma è grande e paziente!), queste alcune cifre del vertice FAO, quello che si occupa di che tipo di fame soffriranno i paesi del terzo mondo, per intenderci . In cosa si sta risolvendo? Nel fatto che fossero presenti il presidente iraniano e il presidente dello Zimbabwe, presenti nelle liste nere dell'amministrazione americana. I primi, fra un po', si dice, verrano bombardati. I secondi, chissà,, Mugabe passato quasi come un novello Idi Amin o una specie di Bokassa. Peccato: ci mancava Menghistu e i neo(teo)-con made in USA sarebbero stati fieri. Cosa è stata la kermesse della FAO? NULLA, per i nostri media, nulla! Sono stati solo un palcoscenico per l'iraniano e per l'africano. Ma che vergogna!! E tutti a chiedere l'abolizione degli Enti Internazionali perchè... " si trasformano sempre in passerelle per gli stravaganti" dittatori ( delle liste nere USA). Ovvero: creiamo altre sedi in cui ci facciamo gli affari nostri, tra noi, belli, ariani e potenti. Qualche osservazione: parliamone. L'Italia è tra i partner economici di primissimo piano ( se non il primo) della "terrorista Repubblica Islamica dell'Iran. Cioè: Berlusconi e la classe politica italiana rifiutano il confronto politico con l'Iran.. ma di riparlare degli accordi economici, Berlusconi, il Cordero e la Marcegaglia.. se ne guardano bene..! Sempre della serie: PECUNIA NON OLET.. Al di la delle guide-lines dell'amministrazione yankee, poniamo che l'Iran stia preparando l'arma nucleare. E poniamo che sia uno stato canaglia. Ma allora: il Pakistan?? Musharraf, che non tiene elezioni democratiche nel proprio paese da decenni.. ne vogliamo parlare? No no, sono tra i migliori partners militari di Bush, padre, figlio ( e Spirito Santo)E Mubarak, l'egiziano, e la sua gente che scende in piazza per manifestare contro il caro-prezzi?. Quel parruccone non si tocca, così come l'Arabia Saudita e molti altri stati "amici".
Non ci vorrei tornare, davvero, a Israele? Potenza nucleare anch'essa.. cosa diavolo è mantenuta nell'ONU, ad esempio, quando di questo ente ne tiene conto pari a zero, ignorandone le risoluzioni, sulla Palestina. Anche nel calcio: dopo qualche ammonizione.. si paga pegno! Oppure i buffet del Palazzo di Vetro a New York, sono troppo buoni?! Questione di "doppiopesismo": due pesi e due misure. Non si deciderà nulla, scommetto, anche quest'anno alla FAO. I morti di fame rimarranno sempre più morti di fame e, sopratutto, sempre più morti, con buona pace di molti. Roma avrà tenuto botta, ma migliaia di persone nel mondo NO!! La colpa? Sarà dell'iraniano e dell'africano, c'erano e tanto è. Morettiana, come vicenda. Bush? Verrà a Roma tra qualche giorno.. l'imperatore merita la ribalta e il tappeto rosso solo per lui, mica lo passiamo in second'ordine per un piccolo iraniano, figlio di un fabbro, con gli occhietti furbi e troppo vicini e un arrogante dittatore dello Zimbabwe.. Il suo AIR FORCE ONE è troppo ampio per atterrare in mezzo a tutti questi straccioni questuanti. Questi mendicanti che chiedono solo che il riso non costi la vita di milioni di bambini..
P.S. Il Pastore Tedesco? Non ne parliamo. Il suo silenzio e la sua assenza sono state "patetiche" (Emma Bonino docet!!)

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